CAI  Lazio

Progetto Terminillo Stazione Montana (TSM2) – osservazioni


Sono state inviate agli Uffici competenti della Regione Lazio le Osservazioni al Progetto Terminillo Stazione Montana (TSM2) raccolte da 11 associazioni e presentate il 6 marzo in un incontro tenutosi purtroppo a porte chiuse causa emergenza Coronavirus

Molteplici sono le criticità evidenziate nel progetto, che presenta macroscopiche contraddizioni con gli atti e gli strumenti della pianificazione paesaggistica e territoriale, interpretata in maniera del tutto autoreferenziale e distorta e sottostima gli impatti delle opere sulle delicate componenti ambientali che caratterizzano il Terminillo, rivelando una palese indifferenza nei confronti delle conoscenze scientifiche disponibili.

scarica le  cliccando sul link OSSERVAZIONI_TSM2_12_03_2020_P

la posizione del CAI Lazio in data 20 maggio 2020

Il C.A.I. tutela le Terre Alte, non solo dal prioritario punto di vista ambientale – non vi è sviluppo del
territorio se distruggiamo il territorio -, ma anche guardando l’aspetto economico, sociale e territoriale.
Il C.A.I. è assolutamente consapevole della complessa situazione che le aree interne del Centro Italia, tra
queste le zone insistenti sul massiccio del Terminillo, stanno vivendo ormai da molti anni, con una crisi
economica che sta portando ad un lento e, speriamo ancora per poco, inesorabile spopolamento, con la
perdita di una cultura secolare, di tradizioni che tutti i soci del C.A.I., vuoi perché originari o abitanti di
quelle terre, vuoi perché assidui frequentatori delle montagna, amano e vogliono preservare.
È in quest’ottica che il C.A.I., che si è a lungo battuto contro i Progetti per l’ampliamento del bacino
sciistico del Terminillo (c.d. TSM – TSM1 e TSM2), perché ritenuti sbagliati, pericolosi per la
sopravvivenza del territorio, inutili dal punto di vista della rinascita economica, intende sostenere una
progettualità che possa coniugare le giuste esigenze di sviluppo con la tutela dell’ambiente del Terminillo,
ritenendo che questa debba essere la strada che conduca verso un ripresa del tessuto non solo economico,
ma anche sociale.
Il Club Alpino non vuole essere contro a tutto, non vuole che le montagne diventino un’oasi selvaggia e
spopolata a disposizione di alpinisti ed escursionisti che vengono da lontano, ma crede fermamente in una
montagna viva e vissuta da chi l’ha sempre abitata e da chi vorrà tornare ad abitarla. A ciò si aggiunge che
il C.A.I. è da sempre in prima fila nella diffusione della conoscenza e nella promozione del suo patrimonio
ambientale e dell’intero territorio provinciale e regionale attraverso continue attività di Escursionismo,
Alpinismo sia estivo che invernale, Sci di Fondo, ciaspole e di Speleologia.
Corre l’obbligo ricordare che il C.A.I. è una Associazione senza scopo di lucro che non ha nessun potere
decisionale, ed eventualmente imputargli la mancata realizzazione di progetti di sviluppo che negli anni
sono rimasti lettera morta significherebbe dargli un potere fuori misura che non corrisponde al vero. La
mancata implementazione di proposte progettuali è imputabile solamente a mancati finanziamenti e al non
allineamento degli stessi alle normative regionali nazionali ed europee in materia di conservazione
dell’ambiente.
Il C.A.I. si è sempre dimostrato disponibile al dialogo ed aperto ad ogni ipotesi di miglioramento
dell’attuale situazione in cui versa, non certo per sua colpa, il comprensorio del Terminillo apportando di
volta in volta proposte ed osservazioni. Il contributo del CAI, quale soggetto culturalmente attento e attivo
sulle tematiche della montagna, in virtù del ruolo riconosciuto all’associazione nella “protezione
ambientale” e forte della presenza sul territorio con l’operato delle Sezioni attraverso il volontariato dei
soci, in questa fase, è quello di evidenziare aspetti da considerare a premessa di scelte progettuali che, se
non coerenti con analisi e conoscenza delle dinamiche climatiche e ambientali che stiamo oggettivamente
vivendo, possono produrre interventi con ricaduta negativa per la irreparabile compromissione generata
all’ambiente così come per la mancata risposta alle aspettative sociali, economiche ed occupazionali.
Per quanto sopra è quindi intenzione proporre qui non una serie di soluzioni ideologiche e prive di
praticabilità e, ancor meno, prive del necessario ritorno economico basate su un integralismo ambientalista
che non appartiene al Sodalizio (“l’ambientalismo del CAI non può essere di stampo integralista, ma
coscientemente realista” – A. Salsa, Past – Presidente Generale CAI, 2013), ma idee e soluzioni concrete
che, attraverso un metodo di lavoro teso alla pianificazione, progettazione e realizzazione di proposte
sostenute da studi di fattibilità, dimostrino come lo sviluppo possa essere perseguito con attenzione a
coniugare l’ambiente con le esigenze socio – economiche e occupazionali del territorio.
E’ consolidata ormai, in molte realtà montane non solo nazionali, la convinzione maturata dagli operatori
del territorio di indirizzare le scelte per lo sviluppo economico – sociale, coniugato con la tutela e la

valorizzazione delle risorse ambientali, verso un turismo improntato alla frequentazione sostenibile,
coinvolto attivamente in esperienze di osservazione del paesaggio montano declinato nei suoi aspetti
naturalistici, antropologici, culturali per occasioni di conoscenza del territorio e della sua storia attraverso
la lettura delle testimonianze materiali e culturali sopravvissute.
Alla luce dei cambiamenti climatici, scientificamente validati, si sta sviluppando, conseguentemente e
consapevolmente, la convinzione di operare una “diversificazione” dell’offerta delle attività svolte in
montagna ampliando la progettualità imprenditoriale a supporto di una frequentazione articolata
temporalmente sull’intera annualità, generando interesse, attrattiva, curiosità per una nuova, diversa e
completa conoscenza dei luoghi, con beneficio indotto alla realtà sociale, economica e occupazionale
locale.
In merito al Progetto in approvazione il C.A.I. si è sempre detto favorevole ad alcuni interventi sostenendo
da anni l’importanza del rifacimento della Cardito Nord, della Seggiovia del Conetto, la messa in
sicurezza della Nordica e il ripristino della Est interventi che, se realizzati, avrebbero costituito (con un
investimento relativo e senza dover recepire ingenti finanziamenti extra Regione) già da tempo il volano di
richiamo per sciatori interessati a “caroselli” di una certa complessità viste le caratteristiche delle piste del
Terminillo rispetto a quelle delle altre Stazioni del Centro Italia. Senza considerare che la seggiovia del
Conetto è l’unico impianto nel Lazio che arriva oltre i 2000 m e che da lì partono piste nere che fanno gola
a molti sciatori, anche alla luce del fatto che la concorrente stazione invernale di Campo Felice non ha
piste così impegnative. Sicuramente sono piste che anche con le attuali variazioni climatiche
assicurerebbero la loro fruibilità per un periodo abbastanza lungo e di conseguenza remunerativo.
Oltre al rifacimento di alcune storiche piste da sci di discesa, come sopra riportato, il C.A.I. ritiene
importantissimo per il sostegno del turismo invernale il ripristino dell’intero tracciato delle bellissime piste
da sci di fondo, con la possibilità di fruizione notturna, che da sempre hanno attratto turisti e sciatori al
Terminillo anche da Regioni limitrofe per tracciato e dislocazione.
Le discipline diverse dallo sci alpino stanno prendendo sempre più piede, anno dopo anno. Nel cambio
incidono senz’altro i costi sempre più alti per l’attrezzatura e skipass, la maggiore attenzione ambientale
dei turisti, l’accresciuta esigenza di andare via dalla pazza folla e riconnettersi alla natura (cosa che le piste
da sci non consentono).
In questo ambito va collocata l’attività legata al turismo lento delle ciaspole, che ai giorni nostri coinvolge
sempre più persone e famiglie, e nel quale il C.A.I. può mettere al servizio delle amministrazioni locali la
sua competenza ed esperienza per l’individuazione di itinerari idonei e fruibili ad ogni tipo di
escursionista; si profilerebbe uno sviluppo invernale a 360 gradi, in grado di offrire diverse attività e
richiamare così al Terminillo un vasto pubblico eterogeneo di utenti della montagna invernale.
Nel contempo per un rilancio di qualità del Terminillo il C.A.I. chiede che ci sia l’impegno di tutti affinché
vengano portate a definitivo compimento le opere incompiute e che di certo non sono un vanto né una
cartolina invitante per la Montagna, quali la piscina, il campo d’altura, il miglioramento dei collegamenti
con Roma, la rimozione degli impianti non più funzionanti ed abbandonati da moltissimo tempo, ma anche
la riapertura del cinema. E proprio dalla riapertura del cinema le Amministrazioni Locali, in collaborazione
con il Club Alpino, possono impegnarsi insieme per portare al Terminillo il Banff Mountain Film Festival,
uno dei festival internazionali di montagna più conosciuti e apprezzati e che grazie alla sinergia tra C.A.I. e
Amministrazioni Locali potrebbe trovare stabilità in una tappa annuale sul Terminillo.
Altro importante progetto di sviluppo dell’intero comprensorio del Terminillo, è quello della costituzione
di un Parco Naturale, dove oltre a poter praticare gli sport invernali sopra elencati, aggiungendo lo sci
alpinismo, l’arrampicata su ghiaccio, l’ascensione dei vari canali, si possono elaborare dei progetti per la
forestazione ambientale. Tali cantieri darebbero lavoro a geologi, agronomi, architetti del paesaggio,
ingegneri ambientali, biologi, botanici e climatologi. Ulteriore occupazione si creerebbe dando impulso al

settore zootecnico. Si darebbe, inoltre, lavoro a varie figure professionali oltre quelle abitualmente
occupate nel campo del turismo di montagna nei periodi invernali ed estivi, quali guardiaparchi, addetti
alla manutenzione della rete sentieristica, accompagnatori di media montagna e non in ultimo a guide
alpine che permetterebbe lo sfruttamento delle potenzialità del massiccio del Terminillo 12 mesi l’anno a
prescindere dall’innevamento.
La soluzione del Parco Naturale porterebbe ad una politica di sviluppo e di mantenimento del territorio
unica, oltre all’accesso a finanziamenti derivanti dall’Unione Europea che permetterebbero ulteriori ipotesi
di sviluppo dell’area.
Con la costituzione di un Parco si possono creare anche delle borse di studio specifiche, ragionevolmente
in collaborazione con la facoltà di Scienze della Montagna della Tuscia con sede a Rieti, il che
costituirebbe un continuo interesse e studio del territorio.
Ma non solo, il C.A.I., soggetto già presente con le attività delle Sezioni e con le strutture dei suoi due
rifugi, può dare un particolare contributo di valenza sociale consentendo, ad esempio nel settore
dell’escursionismo, la frequentazione dell’ambiente montano, del contatto con la natura, anche ai
“diversamente uguali” con l’impiego di appositi ausili (joelette) ed accompagnatori qualificati su percorsi
certificati, o collaborare con le strutture sanitarie nell’attività di montagnaterapia, accompagnando in
escursione gruppi con patologie psichiatriche e disagi psichici o affetti da malattie cardiovascolari; l’area
montana del Terminillo può costituire un ambiente “terapeutico” organizzato per accogliere e soddisfare
anche queste specifiche categorie di frequentatori.
Pertanto, con il ventaglio di soluzioni sopra prospettate, si manterrebbero, a seconda delle condizioni
d’innevamento, i livelli occupazionali attuali sulle piste di sci alpino, che anzi s’incrementerebbero
ripristinando i vari impianti chiusi su menzionati ed inoltre si creerebbero nuove occasioni di lavoro legate
a figure professionali, oggi assenti, che opererebbero per l’intero anno e non dipendenti esclusivamente
dalle condizioni nivologiche che, come ormai affermato da più parti del mondo e da più scienziati,
andranno sempre più scemando perché nevicherà sempre meno e solo in alta quota, e le temperature
invernali saliranno sempre più. Quindi puntare alla diversificazione con una progettualità generatrice di
“equilibrio” tra sostenibilità e rispetto ambientale, beneficio sociale ed economico, gradimento dei
frequentatori grazie al contenuto emozionale delle esperienze vissute, crescita professionale e remunerativa
degli operatori coinvolti a vario titolo.
Il C.A.I., nel ribadire che ha una concezione di sviluppo della montagna diverso dal “monotema dello sci
alpino”, ma che al contempo vuole essere propositivo e mettere sul tavolo anche diverse proposte di
sviluppo, si augura che tutto sia fatto nelle giuste regole e cioè rispettando le normative regionali, nazionali
ed europee di sviluppo sostenibile ed in materia di appalti.

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