La cultura di montagna si tinge di rosa per i soci del CAI l’8 marzo del 2022 incontrando Anna Torretta nel salotto webinar del GR CAI Lazio

Di Umberto Bernabei

Anna Torretta, non ha davvero bisogno di grandi presentazioni: architetto, mamma, donna, scrittrice è una sportiva dall’altissimo profilo tecnico e umano.  Coltiva questa passione per la montagna spingendosi dalle Alpi all’Himalaya, dal nord al sud America. Nel giro di una manciata d’anni ha collezionato alcune delle vie di misto più dure al mondo, nel ghiaccio è un’autentica fuoriclasse

Nessuno meglio di Anna Torretta può raccontare quanto vita e montagna siano strettamente intrecciate, se non la stessa cosa. Perché ha salito pareti di roccia e cascate gelate in ogni angolo del Pianeta, perché si è imposta in un ambiente maschile. E perché forse, da donna e madre, percepisce più forte il palpito vitale della natura.

Anna le sue vette ha dovute conquistarle tutte senza sconti, a cominciare dal mestiere di guida: in Italia (nel resto d’Europa le cifre non cambiano molto) le donne sono 17 su oltre 2000.

L’alpinista austriaco Paul Preuss affermò un secolo fa che le donne erano la  rovina dell’alpinismo. I tempi non sono cambiati molto, non abbastanza. Per questo nel 2002 Torretta ha aperto a Innsbruck, dove lavorava, Scuola Avventura, pensata «per insegnare alle donne a essere prime di cordata, a non affidarsi sempre a mariti e fidanzati.

Incontrare  Anna per provare a:  “Raccontare una montagna diversa da quella che si vede nei film d’azione o di cui si legge in certi articoli di cronaca nera, che non è eroica, né retorica, né spaventosa. Una montagna che parla, che è amica di chi vi sale. E, magari, costa sudore e fatica, mai “sacrificio” o “sofferenza”: perché se soffrire e sacrificarsi significa patire il freddo, dormire scomodi, mangiare male, avere mal di testa o il corpo indolenzito, allora no, la sofferenza e il sacrificio sono un’altra cosa al giorno d’oggi, qualcosa di molto più serio. Sono strumento per essere felice”

Tutto questo e altro ancora in una ricorrenza nata per ricordare le lotte sociali e politiche che le donne hanno affrontato per affermare il proprio pensiero, ma anche per ricordare le ancora troppe disparità di genere che l’universo femminile è costretto a subire.

Alcuni anni fa, forse il più importante filosofo del novecento affermò in una famosa intervista che l’umanità era ormai completamente sradicata dalla Natura, preda della tecnica, dal desiderio di dominio di un mondo che vedeva ormai solo come un magazzino di utilizzo.

Solo un DIO poteva salvarla.

L’umanità secondo lui aveva bisogno anche di un linguaggio nuovo per imparare attraverso di esso a pensare in modo diverso la natura e il mondo.

Ecco, per noi del CAI questo incontro  e’ un tentativo di ricerca di un nuovo linguaggio, emozionale ed educativo che attraverso la bellezza della  Montagna, il desiderio di incontrarsi e il coraggio delle donne, diventi strumento di una nuova visione dell’associazionismo e della realtà delle cose.

L’evento organizzato dalla Sez. CAI di Cassino all’interno del progetto Cultura del GR CAI Lazio si terrà  martedì 8 Marzo, su piattaforma Google meet alle 21 (codice ingresso: bmn zpff rkm).

Grazie al Presidente Regionale Amedeo Parente e al Presidente Pietro Miele della Sezione di Cassino  che hanno fortemente voluto questo incontro.

Grazie al Gruppo Cultura della Sezione di Cassino con cui  ho condiviso le fatiche e le gioie dell’organizzazione dell’evento.

Grazie ad Anna Torretta con cui sono stato in cordata tra le nevi scintillanti del Monte Bianco in un bellissimo trekking letterario organizzato dalla pro-loco di Courmayer, per quanto saprà condividere con noi.

Noi sappiamo già che:

 “Attraverso le sue esperienze la montagna si trasfigura: da posto fisico diventa la meta che si sposta ogni volta che pensi di averla raggiunta, Diventa continua ricerca, l’istinto stesso che ti spinge a cercare e a cercarti. Diventa la montagna che ti pone sempre un’altra sfida, come la vita”.